Xenoglossia: fenomeno per cui il soggetto (in genere un medium nella condizione di trance) parla una lingua straniera a lui sconosciuta. Lingua che può essere anche sconosciuta agli astanti la seduta e può concernere lingue vive o lingue morte.
Uno dei fenomeni più interessanti di questo tipo che si rintracciano nella letteratura parapsicologica è il seguente.
L'esperimento fu eseguito nel 1927 col medium americano George Valiantine, noto per la capacità di realizzare questo fenomeno mediante "voce diretta" (produzione paranormale di voci che sembrano indipendenti dal medium stesso). L'importanza di quell'esperimento dipende dal fatto che il fenomeno si ottenne alla presenza del glottologo e sinologo Neville Whymant - dell'Università di Oxford - che in quel periodo si trovava in America.

Dopo avere descritto i precedenti che lo portarono ad assistere a tale seduta ed avere analizzato le caratteristiche fonetiche e tonali della "voce" dichiarantesi di 'Confucio', così illustra l'esperimento:
"D'improvviso pensai a una prova decisiva. Nello Shih King (raccolta di poesia classica) vi sono parecchi canti che hanno messo a dura prova i commentatori fin da quando Confucio stesso pubblicò la sua opera, lasciandola alla posterità come come antologia esemplare della primitiva poesia cinese. Gli studiosi occidentali hanno tentato invano di penetrarne il significato, e i Cinesi versati nelle tradizioni e nella letteratura dell'antico impero hanno da molto tempo rinunciato a capirle... Queste poesie 'difficili' non fanno mai parte del normale corredo di nozioni di uno studioso cinese: in genere vengono lasciate da parte e si leggono solo quelle di più facile accezione.
Io stesso non avevo mai letto nessuno di questi canti, ma conoscevo i primi versi di qualcuno: li avevo incontrati tante volte nello sfogliare il volume per leggere gli altri. In quel momento pensai che, se avessi ricordato il primo verso di una di queste poesie, mi si sarebbe presentata l'opportunità di mettere in imbarazzo il comunicante che asseriva di essere Confucio. Chiesi dunque al 'Maestro', nel fiorito linguaggio cerimoniale cinese, se poteva spiegarmi il significato di una di queste oscure odi.
Senza fare una scelta consapevole, citai Ts'ai ts'ai Chuan erh, che è il verso iniziale della terza ode del primo volume della poesia classica. Non potevo assolutamente continuare nella citazione, perché non conoscevo nessuno dei successivi quindici versi. Ma non ce ne fu bisogno: la voce iniziò subito la poesia e la recitò fino alla fine... Avevo carta e matita e, per quanto mi fu possibile nell'oscurità, presi nota di quel che la voce diceva e dell'intonazione usata. Dovetti comunque pregare la voce di ripetere l'intera poesia, così da completare gli appunti.
Non ci sarà da meravigliarsi se la mia mente era in subbuglio. Nel declamare l'ode, la voce aveva dato un nuovo ordine ai versi, così che l'insieme si presentava come una poesia normale... 'Letta così', disse la voce, 'il suo significato non è forse più chiaro?'.
Pieno di meraviglia com'ero, non intendevo lasciare le cose a quel punto. Volevo fare un'altra prova. Un noto sinologo inglese, qualche tempo prima, aveva offerto la soluzione di un passo difficile del Lun Yu, o Annaletti di Confucio, che si dice siano stati scritti sotto la personale supervisione e autorità del Maestro stesso.
Mi rivolsi dunque alla voce, dicendo: 'Posso fare una domanda su un particolare degli scritti del Maestro? Nel Lun Yu Hsia Pien c'è un passo scritto male. Non dovrebbe essere letto così...? Ma, prima ancora che potessi pronunciarla, la voce iniziò la frase e la recitò fino alla fine. 'Stavi per farmi una domanda sui due caratteri che chiudono gli ultimi due periodi: hai ragione, i copisti hanno sbagliato. Il carattere che è scritto sè doveva essere i, e quello che è scritto yen è un errore per fou'. Ancora una volta non seppi che ribattere..."
E. Marabini, Introduzione alla parapsicologia, San Marco Libri, 1991, pp. 146-147.
MILANO — Una spremuta di due arance fresche, un piatto di broccoletti lessati e conditi con olio e limone (o alla pari broccoli, cime di rapa, friarielli, cavolo bianco o nero), un paio di bicchieri di vino rosso, tè verde lontano dai pasti. Tutti i giorni è la migliore difesa dal cancro. Se si riesce con l'aggiunta di una testa d'aglio quotidiana. Ma questo, si sa, crea problemi ai rapporti sociali. Il segreto sono gli anti-ossidanti, e altri principi attivi, presenti in grandi quantità in questi «alimenti-farmaco». In particolare la vitamina C, studiata da anni come prevenzione, e che ora sarebbe stata consacrata anche come potente cura in varie forme molte aggressive di tumore.
ANTI-OSSIDANTE E POR-OSSIDANTE - Ma con un'accortezza: come anti-ossidante difende, come pro-ossidante (ossia in grado di formare radicali liberi e non di combatterli) attacca. Ma per farla diventare killer bisogna non mangiarla, ma iniettarla. Iniezioni di alte dosi di vitamina C. A dare ragione alle teorie di Linus Pauling, Nobel per la chimica nel 1954 per le sue scoperte sui benefici della vitamina C, è la ricerca pubblicata da Proceedings of the National Academy of Sciences ( Pnas) a firma di Mark Levine dei National Institutes of Health (Nih). Levine ha impiantato tre forme di tumori molto aggressivi (del pancreas, delle ovaie, del cervello) in un gruppo di topi che sono stati successivamente trattati con iniezioni di alte dosi di acido ascorbico (la vitamina C). I topi trattati hanno evidenziato una crescita delle cellule cancerose pari alla metà di quelli non sottoposti a terapia. Il peso e la crescita dei carcinomi sono stati ridotti del 41-53%. Precedenti esperimenti che avevano usato vitamina C in forma di pillole non avevano avuto lo stesso successo.
TEST SULL'UOMO - «Siamo molto vicini a far scattare test analoghi sulle persone», ha detto Levine. Esistono, infatti, sistemi naturali di controllo sulla quantità di vitamina C assorbita quando viene introdotta per via orale. Se si consumano due arance e una porzione di broccoli, per esempio, si introducono oltre 200 milligrammi di acido ascorbico: la dose ottimale e preventiva da assumere giornalmente con la dieta. Tutto ciò che eccede, viene eliminato o immagazzinato dal corpo attraverso speciali meccanismi. Ecco perché finora non si riusciva a capire se tanta vitamina C poteva distruggere un tumore. Per by-passare i processi di controllo naturali e tentare di introdurre nei topi alte dosi di vitamina C, oltre 4 grammi per chilo di peso corporeo ogni giorno, gli studiosi hanno iniettato la sostanza direttamente nelle vene o nelle cavità addominali degli animali ammalati. Così, per la prima volta, si è rilevato l'effetto pro-ossidante, invece che anti-ossidante, della vitamina C. Ossia quei radicali liberi, causa dell'invecchiamento e del cancro, usati finalmente come cura.
05/08/2008
Fonte: www.corriere.it
Lo gnostico soffre dolorosamente per il fatto di essere stato gettato in un mondo malvagio, "strano", assurdo, un mondo verso il quale il suo vero essere non prova alcuna affinità.
Il mondo è il luogo della morte, della sofferenza, della bassezza, del male; è una "cloaca", un "deserto", una "notte" di "sterminate acque tenebrose". Ma esso è anche una "fortezza" ermeticamente chiusa e circondata da mura o fossati in apparenza invalicabili: l'uomo vi è "gettato", prigioniero senza speranza.
Liberaci dalle tenebre di questo mondo in cui siamo stati gettati.
Il mondo... è un'orrida tana di bestie selvagge.
L'angoscia e la miseria... accompagnano l'esistenza come la ruggine ricopre il ferro.
Tutto l'universo è malvagio: alla nozione di un cosmo buono e bello, lo gnosticismo sostituisce quella di un mondo cui la suprema Divinità è estranea, e sul quale regna una fatalità perversa, un Dio inferiore o ignorante, anzi un mostruoso Principe delle Tenebre.
Il mondo è malvagio e l'anima umana ne è inesorabilmente prigioniera:
Gesù ha detto: Guarda, Padre.
Perseguitata dai mali, sulla terra,
Lontano dal tuo afflato, invano essa vaga:
Cerca di fuggire il crudele caos,
E non sa come attraversarlo.
Imprigionato, "gettato" in un mondo malvagio e inferiore, lo gnostico prova la sensazione di essere abbandonato, in preda a un'immensa e atroce solitudine, nel deserto e nella desolazione: egli aspira disperatamente a un di là dal mondo, a un dominio da lui concepito come quello della "vera vita", della libertà, della pienezza.
Io sono un Dio nato dagli déi, risplendente, scintillante, radioso, profumato e bellissimo, ma ora sono piombato nella miseria. Ripugnanti diavoli senza nome mi hanno afferrato e ridotto all'impotenza.
Noi siamo estranei al mondo e, viceversa, il mondo ci è estraneo. Lo gnostico scopre di essere per sua natura originario di un aldilà che non ha radici (se non attraverso il corpo e le passioni inferiori) in questo mondo, di appartenere alla stirpe degli Eletti, degli Incrollabili, degli esseri superiori, ipercosmici. Se si sente fuori luogo, "in esilio" nel mondo di quaggiù, lo gnostico prova dentro di sé la lancinante nostalgia della patria originaria da cui è precipitato:
Tu non vieni da qui, la tua stirpe non è di qui: il tuo luogo è il luogo della Vita.
La gnosi è reminiscenza, in quanto ricorda all'eletto la sua natura originaria...
Se sei consapevole di essere fatta di vita e di luce, tornerai alla vita e alla luce.

(S. Hutin, Lo gnosticismo, Roma 2007)

Ed ecco a voi un'altra dimostrazione vivente di quanto sia falsa l'equazione carne=muscoli e muscoli=carne!
Il bodybuilder Jim Morris, Mr. America 1973, e oggi, a 72 anni, un fisico da far invidia a molti suoi colleghi più giovani. Nel corso degli anni ha progressivamente semplificato la propria alimentazione, e oggi è completamente vegan. In una recente intervista su Iron Magazine ha dichiarato: "Non mangio più alcun prodotto animale e nulla che contenga prodotti animali. Qualcuno diceva: non mangio nulla che abbia occhi. Ecco, questo riassume abbastanza bene la mia dieta... Mangio basandomi su quattro gruppi alimentari fondamentali: frutta, noci, vegetali e legumi".
Il sito web di Jim Morris: http://www.gymmorris.com/
Avevo già parlato del poltergeist di Rosenheim, citando, tra le altre cose, i filmati di alcuni fenomeni girati da Hans Bender, il parapsicologo che si occupò della faccenda alla fine degli anni '60. Devo dire però che finora non ero mai riuscito a vedere questi famosi filmati.
La lacuna finalmente è stata colmata da questo programma spagnolo, che ho trovato indagando su YouTube. In realtà ci sono solo pochi frammenti originali (soprattutto la famosa "danza dei lampadari"), ma vale comunque la pena di vederlo per farsi un'idea più precisa della cosa. Il video è suddiviso in due spezzoni (ovviamente in spagnolo, ma è abbastanza comprensibile).
Sono vegetariano da quando ho iniziato a scegliere, e la mia è una scelta d'amore, di filosofia e di scienza. Di amore per gli animali e per la vita in tutte le sue forme, specialmente quando è inerme e non può far valere il suo bisogno disperato di sopravvivere. Nessuna esistenza è piccola, nessuna è insignificante. Mangiare è una forma di celebrazione della vita, e non negazione della vita stessa ad altri esseri viventi, perché "inferiori". Non c' è una differenza biologica fra animali. Perché allora ci fa orrore il pensiero di mangiare il nostro cane, ma massacriamo ad ogni Pasqua centinaia di agnelli per fare festa? La filosofia del vegetarianesimo è la non-violenza e la violenza a cui gli animali da macello sono sottoposti è efferata e crudele. La pratica della macellazione poi è un rito ripugnante: l' animale viene stordito per poi essere sgozzato in modo che la morte avvenga per dissanguamento, affinché la sua carne prenda un colorito più chiaro. Rinunciare alla carne inoltre è per me anche una forma di solidarietà e responsabilità sociale. In un mondo che ha fame, il consumo di carne costituisce uno spreco enorme: se oltre 820 milioni di persone soffrono la fame è anche perché gran parte del terreno coltivabile viene riservato al foraggio per gli animali da carne. I prodotti agricoli a livello mondiale potrebbero essere sufficienti a sfamare tutti, se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare gli animali da allevamento. Senza contare che il consumo eccessivo di carne è nocivo per la salute. Le cosiddette "malattie del benessere" (diabete non insulino-dipendente, aterosclerosi, obesità) colpiscono chi abusa di pasti copiosi e ricchi di grassi animali, mentre è dimostrato che una dieta ricca di vegetali ci protegge e ci aiuta a mantenere più a lungo il nostro benessere. Sono scientificamente convinto che il vegetarianesimo è una scelta non solo opportuna, ma obbligata. Per nutrire una popolazione in aumento costante saremo costretti a diventare vegetariani, ritornando in fondo alla nostra natura originaria. In termini evoluzionistici l' uomo discende dalla scimmia: il nostro organismo è programmato proprio per il consumo di frutta, verdura e legumi e il nostro metabolismo è come quello dell'orango che si nutre di cereali e vegetali. Una dieta priva di carne non ci indebolirebbe certamente, e ci rimetterebbe in armonia con gli equilibri naturali perfetti del nostro pianeta.
Umberto Veronesi
La Repubblica - 26 giugno 2008.
Paul McCartney invita gli inglesi a non mangiare carne di lunedì per aiutare l'ambiente? Franco Battiato non sembra interessato a simili campagne: «Non sono il tipo che dà consigli agli altri. Personalmente sono convinto che sia meglio non mangiare carne e pesce, ma non me la sento di dare consigli in un campo così delicato». Al telefono, il musicista siciliano spiega come è arrivato a scegliere una dieta così drastica, che a molti appare addirittura punitiva: «Sono vegetariano convinto da tanti anni, nemmeno ricordo quanti. Già da piccolo rifiutavo la carne, non mi piaceva proprio. Poi le tradizioni hanno avuto il sopravvento e il profumo del pesce fritto ha finito per colpire i sensi. Più tardi, dopo dieci anni di fanatismo macrobiotico, poco a poco, col passare del tempo essere vegetariani è diventata una necessità esistenziale. Non posso più nutrirmi di qualcosa che è vicino alla sensibilità umana. E un giorno ormai lontano ho capito che la mia era una scelta irreversibile». Un vegetariano a vita, Franco Battiato: «Anche perché vedo i risultati sulla mia salute e sul mio stato mentale. Da quando ho bandito carne e pesce, faccio sogni più belli e so per certo che dipende dal cibo che mangio. Detto questo, però, non mi viene proprio di lanciare anatemi contro i carnivori o scomunicare chi ama il pesce fritto. Non fa parte della mia cultura».
La Repubblica - 25 giugno 2008
Girovagando sul sito del CICAP scopro che hanno una sezione bibliografica dedicata alla parapsicologia. Bene. Però c'è un problema... Quali libri credete che siano elencati? Dunque, vediamo... I libri del solito Randi (vabbè, bisogna pagare il tributo al padrone), i viaggi nel paranormale di Piero Angela (anche qui, tutto come da copione), cinque (dico cinque) libri di Massimo Polidoro (che ovviamente non si è mai occupato concretamente di parapsicologia e si limita a denigrarla dall'esterno), e poi libri sulla magia, l'illusionismo, l'omeopatia (???), la new age (!!!), e chi più ne ha più ne metta. Su 22 libri ben 16 sono scritti da membri attivi del CICAP o della sua controparte americana, il CSICOP... Insomma, una domanda sorge spontanea: dove sono i libri di parapsicologia? Dove sono i libri scritti dai parapsicologi, da chi si occupa davvero di certi temi e magari fa anche ricerca? Dove sono i libri di Rhine, di Rao, di Richard Broughton, di Dean Radin o, più umilmente, dei nostri Cassoli, Marabini, Biondi...? Non pretendo certo che il CICAP faccia pubblicità ai suoi "avversari", ma mi sconforta davvero sapere che è a questi signori che si dà la parola ogni volta che si parla di parapsicologia! Se è così che si fa informazione in questo paese, allora siamo messi davvero male...
Intanto ho ampliato la voce telepatia su Wikipedia, cercando di renderla un po' più obiettiva, visto che prima sembrava uscita direttamente da un volantino del CICAP, per l'appunto.
Un passo alla volta...
IL MITO DELLA SFIDA DA UN MILIONE DI DOLLARI
(Tradotto da: http://www.dailygrail.com/features/the-myth-of-james-randis-million-dollar-challenge)
Da dieci anni, il movimento scettico contemporaneo brandisce un randello contro le affermazioni sul paranormale: la Sfida da Un Milione di Dollari di James Randi. In molti dibattiti sui fenomeni psi, la Sfida fornisce agli scettici l’ultima parola sulla questione... "e allora perché non partecipa alla Sfida?". Il premio in denaro offerto dalla James Randi Educational Foundation è considerato da molti scettici un allettamento irresistibile per chiunque possieda delle capacità paranormali: dopo tutto, se qualcuno potesse davvero dimostrare questi poteri, non avrebbe difficoltà ad aggiudicarsi il milione di dollari!
Eppure, dopo dieci anni, la James Randi Educational Foundation (JREF) sostiene che nessuno ha mai superato neanche il test preliminare. Inoltre, nessuno dei ‘pezzi grossi’ (il medium John Edward, il piegatore di cucchiai Uri Geller, la sensitiva Sylvia Browne) ha mai accettato di partecipare (in realtà Sylvia Browne ha accettato la sfida rivoltale direttamente da James Randi durante una puntata del Larry King Live, senza però dare seguito alla cosa). Ed ora, forse in conseguenza di questi fatti, James Randi ha annunciato che tra due anni (il 6 marzo 2010) la Sfida verrà ritirata.
Ma la sfida dimostra davvero qualcosa in merito all’esistenza dei fenomeni paranormali e/o della psi? Secondo l’investigatore paranormale Loyd Auerbach (che è un illusionista come Randi):
L’idea che la fine della Sfida dopo 10 anni corrobori l’affermazione che la psi non esiste perché, altrimenti, qualcuno avrebbe vinto il premio, è assurda sotto molti punti di vista.
Le procedure per la Sfida presentano molti trabocchetti e molte "scappatoie" tese a favorire Randi e la JREF, e quindi chi è capace di prestazioni straordinarie (e non mi riferisco solo ai sensitivi e simili), se ha un minimo di capacità di discernimento ci pensa due volte prima di accettare.
A quali trabocchetti allude Auerbach?
Probabilità, di qualcosa...
Il primo, e forse il più importante, è la dimensione dell’effetto richiesta per vincere la sfida. Anche se la JREF afferma che "tutte le prove vengono progettate con la partecipazione e l’approvazione del partecipante", questo non significa che le prove abbiano un carattere serenamente scientifico. La JREF deve salvaguardare una somma di denaro assai ingente dai possibili risultati "a lunga distanza", e quindi, prima di pagare, pretende degli effetti estremamente significativi – molto più alti di quelli comunemente accettati nella ricerca scientifica (e se non sei d'accordo con queste condizioni, la tua richiesta viene respinta). Nel caso della ricerca parapsicologica, però, in cui la dimensione dell’effetto è spesso ridotta (seppur consistente), questo significa che la maggior parte dei ricercatori dovrebbe produrre dei risultati straordinari per vincere il milione di dollari. Come mi ha fatto notare un ricercatore:
Nelle prove di telepatia in ganzfeld la percentuale di successi che emerge dalle meta-analisi è pari al 32%, contro un’attesa statistica del 25%. Se quel 32% di successi è la "vera" misura dell’effetto telepatico, allora per avere il 99% di probabilità di ottenere un effetto significativo con una probabilità di casualità pari a p < 0.005, dovremmo effettuare 989 prove. Una sessione di ganzfeld dura circa 1 ora e mezza: occorrerebbe cioè un totale di circa 1.483 ore. Gli esperimenti precedenti mostrano che non è consigliabile effettuare più di una sessione al giorno. Così, in teoria dovremmo reclutare 989 x 2 persone come soggetti, uno sperimentatore che dedichi più di 4 anni, a giorni alterni, allo svolgimento delle prove con queste persone, per ottenere alla fine un p < 0.005. Randi dirà che questi risultati non sono abbastanza buoni perché sarebbe possibile ottenerli per caso 5 volte su 1.000. Così, pretenderà una probabilità di casualità di almeno 1 su un milione per sborsare 1 milione di dollari, e a quel punto, per ottenere un risultato significativo, avremo speso, tra tempo e denaro, molto più di un milione di dollari.
Inoltre, prima di poter accedere alla vera e propria prova formale da un milione di dollari, i partecipanti devono superare un ‘test preliminare’ (in cui bisogna produrre un risultato con una probabilità di casualità di almeno 1 su 1000). Poi, una volta ammessi alla fase successiva, bisognerebbe dimostrare risultati positivi con una probabilità di casualità ancora più ridotta (a detta di tutti, di circa 1 su un milione) per poter rivendicare il premio. Se si fallisce in una qualsiasi di queste prove, non si vince la somma in palio, e da quel momento il proprio nome sarà per sempre associato a quel fallimento. Per molti versi è come chiedere ad un giocatore professionista di golf di completare l’Augusta National in 63 colpi, poi ricominciare daccapo e completarlo in 59, per dimostrare di saper giocare a golf. Secondo Chris Carter, autore di Parapsychology and the Skeptics:
Se Randi fosse sinceramente interessato a verificare le affermazioni sul paranormale, allora non insisterebbe su una probabilità di casualità di almeno 1 su un milione. Chiunque abbia familiarità con gli studi scentifici sa bene che un risultato sperimentale con una propabilità di casualità di, facciamo caso, 1 su 800.000, sarebbe considerato straordinaro, eppure, anche dei risultati così alti sarebbero un fallimento per Randi.
Il dott. Michael Sudduth, della San Francisco State University, mi ha inoltre fatto notare una significativa contraddizione nel regolamento. Il punto 3 recita: "A noi non interessano le teorie o le spiegazioni sul funzionamento dei presunti poteri". Eppure, dice Sudduth: "La stessa sfida di Randi è piena di supposizioni in tal senso. La sfida, infatti, ha poco senso se non supponiamo che la psi sia una cosa che, se esiste, può essere prodotta su richiesta, o che almeno tenderà a mainifestarsi con molta probabilità e in maniera eclatante nelle condizioni stabilite dalla sfida".
I ricercatori si accostano alla preda
Di conseguenza, potreste giustamente pensare: "Non mi stupisce che nessun ricercatore serio abbia chiesto di partecipare alla Sfida". E invece, è interessante constatare che le cose non stanno così. Il dott. Dick Bierman, un ricercatore di fisica, mi ha raccontato di aver contattato James Randi nel 1998 per partecipare alla Sfida. Quando Bierman replicò con successo gli esperimenti sul presentimento del dott. Dean Radin (nei quali le reazioni umane sembrano prodursi poco prima dell’evento che dovrebbe causarle), Stanley Klein dell’Università della California gli chiese perché, se i suoi risultati erano positivi e replicabili, non accettava la sfida di Randi. Bierman rispose che preferiva dedicare il suo tempo a fare della buona ricerca scientifica, anziché cercare di convincere gli scettici con un test a colpo secco. Tuttavia, dopo ulteriori discussioni, decise che forse si poteva riuscire a combinare le due cose:
Dopo qualche scambio di idee mi misero in contatto con Randi. Randi sembrava sinceramente interessato, e io gli proposi un esperimento che sarebbe durato circa un anno. Gli effetti sperimentali in questo genere di ricerche sono piccoli e c’è bisogno di molte misurazioni per raggiungere la significatività statistica richiesta (credo che Randi pretendesse un indice di probabilità di 0.000001).
Bisogna notare che non insistette per dimostrare l’effetto in pubblico. Così io gli proposi una specie di esperimento di precognizione (in realtà di presentimento) on-line, attraverso Internet, in cui lui o qualche altro scettico indipendente poteva generare i bersagli dopo che le risposte erano state comunicate sulla Rete (il tutto si sarebbe svolto in maniera automatica, nel giro di pochi secondi, su un computer sotto il suo controllo). Questo avrebbe impedito qualsiasi imbroglio da parte dello sperimentatore, ma dovevamo ancora decidere come impedire che anche Randi potesse imbrogliare.
A quel punto Randi disse che, prima di andare avanti, doveva sottoporre questa proposta preliminare al suo comitato scientifico. E fondamentalmente la cosa finì lì. Non ho idea di dove si sia inceppato il meccanismo, ma devo confessare che fui lieto di potermi dedicare semplicemente alla scienza anziché avere a che fare con gli scettici e il mondo dei media.
Bierman mi suggerì di contattare anche Suitbert Ertel, Professor Emeritus alla Georg-August-University di Göttingent, che ha sviluppato un nuovo tipo di esperimento parapsicologico che sembra facilitare effetti psi di ampia portata, e che sarebbe quindi molto più adatto alla sfida di Randi. Sembra che Ertel avesse discusso della cosa con James Randi dopo che i suoi risultati erano stati replicati da altri ricercatori scettici. Ertel rispose alla mia richiesta spiegando il suo coinvolgimento non solo nella sfida di Randi, ma anche in un’altra ‘sfida a premio’ indetta da un gruppo scettico tedesco:
La prima volta mi misi in contatto con Randi perché pensavo che il premio potesse essere vinto dall’effetto planetario di Gauquelin, un effetto statistico "paranormale" o "neo-astrologico" che, come ricercatore, conoscevo bene. il problema era che le decisioni riguardanti il campione di 1000 temi di nascita si basavano su molti dettagli specifici, e Randi non sapeva come gestire le condizioni sperimentali. Così i nostri scambi epistolari ebbero termine.
Una seconda occasione si presentò quando chiesi di partecipare alla sfida da 10.000 euro indetta dal tedesco GWUP e rivolta a chiunque fosse in grado di dimostrare degli importanti effetti psi. Vincere quel premio equivaleva a superare il test preliminare di Randi.
La dimensione dell’effetto richiesta, anche per il test del GWUP, era talmente grande che non speravo di riuscire a dimostrare una psi così rilevante con l’aiuto degli studenti che avevo selezionato col mio "test della pallina da ping-pong". Il mio unico obiettivo era quello di ottenere un effetto statisticamente significativo per far ammettere agli scettici di aver osservato un effetto psi importante. Questo obiettivo fu raggiunto col mio primo test di prova (al quale prese parte un soggetto dotato di capacità psi) nel 2005. Nel 2006 un altro test fu condotto alla presenza di esponenti del GWUP: partecipavano due dei miei studenti, che si erano dimostrati dotati di capacità psi nei test precedenti. In questo test l’effetto non fu significativo.
Una delle apparenti ragioni di questo fallimento fu che gli scettici avevano arbitrariamente cambiato in molti punti le condizioni del test, e quindi i partecipanti si sentivano a disagio sotto un controllo così rigoroso, e questi sentimenti tendono a inibire la psi.
Il primo test svolto da Ertel con il GWUP aveva un indice di casualità pari allo .018. Egli però spiegò che durante il test avevano partecipato indipendentemente anche altri due studenti, che facevano parte di un gruppo di osservatori. Anche i loro risultati furono significativi, e il risultato complessivo dava un indice di casualità significativo, pari allo .002. Ertel riconosceva agli scettici del GWUP di aver rilevato i risultati dei due studenti che avevano partecipato indipendentemente.
Ertel pensa che il Premio da Un Milione di Dollari possa essere vinto, anche se ovviamente i risultati richiesti non hanno alcuna giustificazione scientifica. Tuttavia ha calcolato che gli occorrerebbero almeno 10.000 dollari per organizzare un progetto "a lunga distanza" per la prova formale (infatti una delle regole stabilisce che i partecipanti provvedano ad ogni tipo di spesa). Gradirebbe inoltre avere a disposizione un avvocato e un altro scienziato indipendente come osservatore, e avrebbe bisogno di selezionare 3 o 4 soggetti dotati nelle vicinanze della JREF, dove si svolgerebbero i test:
Ma vincere il premio non sarebbe la mia preoccupazione principale. Ciò che voglio davvero è ottenere alti livelli di significatività sotto il controllo degli scettici. La realtà degli effetti psi dovrebbe essere riconosciuta dalla comunità scientifica se fossero ottenuti (ovvero replicati, visto che sarebbero stati osservati prima dello svolgimento del test di Randi) con una probabilità di casualità di, che so, p = .0001. Non sarebbe necessario lo .000001. Vincere il premio Randi non ha alcun significato scientifico per dimostrare l’esistenza di effetti causali. Degli indici di probabilità di .0001 o simili ottenuti sotto il controllo di persone esperte di trucchi (così che questo fattore possa essere escluso) e la cui intenzione e aspettativa è dimostrare che la psi NON esiste (così che si possa sgombrare il campo anche dall’aspettativa) farebbe apparire la psi reale al di là di ogni ragionevole dubbio.
Vi fidereste di quest'uomo?
Il riferimento di Ertel alle spese necessarie per partecipare alla sfida di Randi ci riporta ai "trabocchetti" menzionati da Loyd Auerbach. Uno sguardo al regolamento del Premio Randi basterebbe ad insospettire la maggior parte delle persone. Due delle regole più importanti, specialmente se considerate insieme, sono la 4 e la 5:
4. Il Soggetto Richiedente accetta che tutti i dati (fotografie, riprese filmate, registrazioni, documenti scritti, ecc.) emersi durante i test, potranno essere utilizzati liberamente dalla JREF.
8. Accettando di sottoporsi alle prove concordate, nella misura in cui ciò sia consentito dagli statuti legali vigenti, il Soggetto Richiedente abbandona ogni diritto di intraprendere eventuali azioni legali nei confronti del Sig. Randi, e/o contro qualunque persona non direttamente coinvolta, e/o contro la James Randi Educational Foundation. Questa clausola si applica nel caso di lesioni, e/o incidenti, e/o qualsiasi altro danno di natura fisica e/o emotiva, e/o perdite finanziarie e/o professionali, e/o danni di qualsiasi genere. Tuttavia, questa norma non influisce in alcun modo sulla assegnazione del premio nell’eventualità in cui venga vinto in conformità al protocollo.
In altre parole, i partecipanti danno alla JREF e a Randi la piena libertà di utilizzare i dati come meglio credono per le loro esigenze pubblicitarie, rinunciando a qualsiasi garanzia legale. Decisamente poco allettante per chi avesse intenzione di partecipare. Certo, la cosa sarebbe meno rilevante se James Randi godesse di maggiore stima negli ambienti parapsicologici. E invece, diversi scienziati mi hanno esternato ripetutamente la loro mancanza di fiducia nei confronti di Randi... e molti di loro sembrano avere delle buone ragioni per pensarla in questo modo. Quando ho chiesto del Premio Randi a Rupert Sheldrake (uno scienziato che ha svolto delle ricerche sulla ‘telepatia telefonica’, il senso di sentirsi osservati, e le possibili facoltà paranormali degli animali), Sheldrake mi ha detto semplicemente: "Non prendo questa cosa seriamente, e soprattutto non mi fido di Randi perché si è dimostrato disonesto... Non è uno scienziato, non ha alcuna credenziale scientifica e fondamentalmente è solo un uomo di spettacolo e un esperto di trucchi". A riprova della sua sfiducia verso James Randi, Sheldrake mi ha raccontato un episodio accaduto qualche anno fa:
Nel numero di gennaio 2000 della rivista Dog World venne pubblicato un articolo su un possibile sesto senso dei cani, in cui si discuteva di alcune delle mie ricerche. In questo articolo veniva citata un’affermazione di Randi in riferimento all’ESP canina secondo cui: "Noi alla JREF abbiamo svolto delle prove per verificare queste affermazioni. Ebbene, sono fallite". Non si forniva alcun dettaglio di queste prove.
Così, contattai James Randi via e-mail per chiedergli ragguagli su queste ricerche della JREF. Non mi rispose. Ignorò anche una seconda richiesta di informazioni.
In seguito, chiesi ai consulenti scientifici della JREF di aiutarmi a scoprire qualcosa riguardo a quella dichiarazione. E in effetti mi aiutarono, consigliando a Randi di rispondere. In una e-mail del 6 febbraio 2000 mi disse che i test a cui aveva fatto riferimento non erano stati eseguiti alla JREF, ma avevano avuto luogo "anni fa" ed avevano un carattere "informale". Avevano utilizzato due cani di proprietà di un suo amico che erano stati osservati per un periodo di due settimane. Tutte le annotazioni erano andate perdute. Mi scrisse: "Ho esagerato a mettere in dubbio la realtà dell’ESP canina basandomi solo sui pochi dati che avevo raccolto. È stata una cosa avventata e inopportuna".
Randi, inoltre, affermava di aver demolito uno dei miei esperimenti col cane Jaytee, che in parte era stato mostrato in televisione. Jaytee si dirigeva verso la finestra per aspettare la sua padrona nel momento in cui questa si accingeva a tornare a casa, e non prima. Nell’articolo su Dog World, Randi affermava: "Osservando tutto il filmato, si nota che il cane reagisce ad ogni rumore di macchina e ogni volta che un passante si avvicina alla casa". Questo è semplicemente falso, e Randi adesso ammette di non aver mai visto il filmato.
Il dott. Gary Schwartz è stato spesso al centro degli attacchi di James Randi per le sue ricerche sui medium. Soprannominato da Randi "Gary il Credulone" e accusato di credere alla fatina dei denti, il dott. Schwartz ha rifiutato una proposta fattagli da Randi di organizzare "un comitato indipendente di specialisti" per verificare i dati che ha raccolto. Secondo il dott. Schwartz: "Lui lo chiama ‘comitato indipendente di specialisti’, ma è composto in maggioranza da persone assoldate per garantire una sentenza già scritta, che si limiterebbe a convalidare formalmente i suoi pregiudizi". In questo caso, Randi propose un comitato che comprendeva: Ray Hyman (membro del CSICOP), Marvin Minsky (membro del CSICOP), Michael Shermer (membro del CSICOP) e Stanley Krippner (un parapsicologo con cui Randi ha una certa familiarità). Non esattamente "indipendente", quindi. Sfortunatamente, secondo il dott. Schwartz:
James Randi ha già dato prova in passato di avere la tendenza a distorcere la verità... La proposta del dott. Krippner ovviamente mi andava bene. Tuttavia, quando lo contattai direttamente per avere la conferma di ciò che Randi aveva detto, il dott. Krippner si dimostrò perplesso. Egli mi spiegò che aveva scritto al Sig. Randi comunicandogli la sua mancata disponibilità a partecipare a quel comitato. La verità è che il dott. Krippner non aveva alcuna intenzione di partecipare al comitato, e lo aveva detto chiaramente al Sig. Randi.
Infine, malgrado le rassicurazioni di Randi che partecipare alla sfida è una cosa semplice, non sembra che le cose stiano così. Molti dei partecipanti più ‘generici’ hanno dovuto attendere anni prima di essere ammessi; recentemente, ad esempio, Carina Landin ha dovuto sottoporsi a una trafila che è durata 3 anni solo per poter accedere al test preliminare, e dopo aver fallito il test (aveva ottenuto risultati al di sopra della media, ma non a livelli significativi) scoprì che il suo protocollo non era conforme... e così adesso è in attesa di essere nuovamente testata. Secondo ‘Kramer’, un ex impiegato della JREF che si occupava delle domande di partecipazione:
Sono cose che succedono spesso, e questo senza dubbio fa credere a molti partecipanti che la JREF voglia "prenderli in giro". Dimenticano però che nessun rappresentante della JREF è coinvolto nelle prove, e che le prove sono decise con l’approvazione di Randi, ma senza la sua partecipazione diretta, allo scopo di garantire un’assoluta imparzialità nelle procedure. La JREF non può garantire la partecipazione continuata di terze parti che offrono volontariamente il proprio tempo (senza alcuna forma di compenso) alla Sfida della JREF".
Tutto sommato, è abbastanza facile capire il motivo per cui tanti ‘sensitivi’ preferiscono ignorare la Sfida da Un Milione di Dollari, senza preoccuparsi di quello che si può pensare della realtà dei loro poteri. Dovrebbero mettere in gioco la loro carriera (ammesso che i loro poteri siano reali) con un colpo da uno su un milione, rimettendo tutto il potere nelle mani di un uomo di cui non si fidano, e che li ha combattuti per molti anni, senza nessuna possibilità di ricorrere ad una copertura legale.
D’altra parte, sebbene anche i parapsicologi debbano affrontare delle preoccupazioni simili, appare ormai evidente come alcuni di loro siano così determinati a mostrare le prove degli effetti psi da essere disposti a rischiare un fallimento pur di ottenere qualche risultato. Sia Dick Bierman che Suitbert Ertel credono di poter produrre un effetto abbastanza consistente per dimostrare agli scettici, almeno dal punto di vista scientifico, che qualcosa di interessante c’è davvero. E forse anche qualcun altro sta cominciando ad accorgersene...
Voi dite 'paranormale', io dico 'perinormale'
Al terzo The Amaz!ng Meeting, la conferenza sponsorizzata dalla JREF che si è tenuta nel gennaio del 2005, Richard Dawkins ha fatto un’interessante osservazione nel corso di una conversazione pubblica con James Randi:
Per quanto riguarda la sfida da un milione di dollari, se fossi in te mi preoccuperei, perché abbiamo delle potenzialità perinormali. Voglio dire, che succederebbe se qualcuno… che succederebbe se esistesse davvero un fenomeno ‘perinormale’ che in futuro venisse accolto dalla scienza e diventasse normale, ma che adesso viene convenzionalmente classificato come ‘paranormale’?
Certamente una mentalità sospettosa (qualcuno direbbe ‘scettica’) potrebbe chiedersi se magari l’influenza di risultati "perinormali" positivi (come la decennale ricerca sulla telepatia in ganzfeld, gli esperimenti replicati sul presentimento e il nuovo test della pallina di Ertel) possano aver influenzato la decisione della JREF di ritirare la Sfida. È interessante notare che, al punto 14, il regolamento recita:
Questo premio continuerà ad essere offerto finché qualcuno non lo vincerà. Alla morte di James Randi, l’amministrazione del premio passerà a qualcun altro, e si intende che continuerà a restare valido.
E in una discussione sulla Sfida, Randi aveva affermato: "...il milione di dollari non è mio, signore, appartiene alla fondazione che rappresento, e non può essere utilizzato per nessun altro scopo se non come premio in denaro della sfida". Sembrerebbe che le cose non stiano più così…
Qualunque sia il motivo della decisione di ritirare il Premio Randi, resta il fatto che la Sfida ha uno scarso impatto sull’accettazione scientifica della psi. Anche se uno sfidante accettasse di correre il rischio e vincesse il milione di dollari, c’è da dubitare che (malgrado i migliori auspici di Suitbert Ertel) gli scettici ne sarebbero convinti. Secondo il dott. Ray Hyman, membro del CSICOP:
Gli scienziati non si basano su una singola prova, e dunque anche se qualcuno vincesse un grosso premio in denaro con una dimostrazione di questo tipo, questo non convincerebbe nessuno. La prova, in scienza, si ottiene attraverso la ripetizione, non con esperimenti singoli.
In fin dei conti, è irrilevante
Sembrerebbe che il movimento scettico sia coperto su ogni lato. Se non partecipi, significa che non sei in grado di dimostrare il paranormale. Se partecipi e fallisci, idem. Se metti a repentaglio la tua carriera e partecipi, raggiungi il risultato iniziale di una probabilità su 1000, e poi di una su 1.000.000, e vinci la Sfida, neanche questo dimostra l'esistenza del paranormale.
Per strano che possa sembrare, l’investigatore paranormale dott. Stephen Braude concorda con Ray Hyman sul valore della Sfida: "L’idea stessa che possa rappresentare una prova conclusiva delle facoltà psi per la comunità scientifica è fondamentalmente errata, e pensare che un uomo di spettacolo senza preparazione scientifica possa dirimere la questione è semplicemente ridicolo".
Lo scetticismo è certamente necessario per esaminare le affermazioni sul paranormale (per non dire in ogni aspetto della vita). Tuttavia, la Sfida della JREF sembra avere come scopo principale quello di fornire agli esponenti dello scetticismo contemporaneo uno strumento retorico per attaccare la questione del paranormale. In una recente newsletter, James Randi ha affermato: "Lo scopo della sfida è sempre stato quello di fornire un fondamento dialettico agli scettici per evidenziare che chi afferma di possedere capacità paranormali non accetterà il confronto". Tuttavia, sembra che oggi alcuni parapsicologi siano in realtà più inclini ad accettare la sfida di quanto Randi pensasse...
Sembra abbastanza evidente che il Premio Randi non offre, e non ha mai offerto, una serena valutazione scientifica delle affermazioni sul paranormale. Piuttosto, i valori statistici adottati hanno proprio lo scopo di tenere al sicuro il milione di dollari. Altre regole poi rendono ancora più difficile la vita dei partecipanti rimettendo alla JREF ogni controllo sulla pubblicizzazione della cosa. Suitbert Ertel ha commentato:
Randi e quelli che offrono una grande somma di denaro come premio per chi riesca a dimostrare dei fenomeni psi hanno tutto l'interesse di pretendere effetti irraggiungibili. È il loro denaro e devono fare tutto il possibile per non perderlo. Bisogna ammettere che è un buon ragionamento dal punto di vista economico. Ma le oculate considerazioni sul denaro sono una cosa piuttosto diversa dall’attento ragionamento scientifico.
Il dott. Dean Radin è ancora più esplicito:
Questa ‘sfida’ mi ricorda i salti di Evel Knievel sullo Snake River Canyon con la moto a vapore: una bella acrobazia, molto coreografica e con tanto chiasso intorno, ma fondamentalmente irrilevante".
Fonte: http://www.dailygrail.com/features/the-myth-of-james-randis-million-dollar-challenge
Col termine remote viewing (visione a distanza) si indica una forma di “chiaroveggenza viaggiante” per la quale un soggetto è in grado di percepire luoghi distanti di cui non ha alcuna conoscenza.
Uno dei più famosi remote viewers in circolazione è sicuramente l'americano Joseph McMoneagle. In seguito ad una esperienza di pre-morte e a varie OBE spontanee, cominciò ad avere delle percezioni extrasensoriali molto acuite. Per questo fu coinvolto in vari programmi di ricerca segreti per conto dell'esercito USA e della CIA, come il famoso Progetto Stargate.
Nel 1994 un programma televisivo della ABC lo ha intervistato sottoponendolo ad un test di visione a distanza. Il risultato, ovviamente, è stato straordinario.
Qui trovate il filmato.
Alcuni momenti del Veggie Pride di ieri.
Un po' di rumore l'abbiamo fatto, ma speravo partecipasse molta più gente... Bisognava pubblicizzare meglio la cosa, coinvolgere più attivamente le associazioni e le personalità del mondo veg italiano.
Cerchiamo di organizzarci meglio per l'anno prossimo!

La partenza dal Colosseo.
Cartelloni e manifesti. Per dare voce a chi non ce l'ha.
In marcia. Via dei Fori Imperiali.

Io e Annina. Scrutanti.
Fumogeni e fischietti contro la Mattanza.

L'arrivo in Piazza Madonna di Loreto.
Roma 17 maggio 2008 - Primo Veggie Pride italiano.
Manifestazione dell'orgoglio vegetariano e vegano.
Tutti insieme per:
Io ci sarò, e tu?
Aveva ragione Braccio di Ferro:
gli spinaci rendono più forti
ROMA (7 maggio) - Il segreto è in uno steroide: non è una favola che gli spinaci rendono più forti: Uno studio scientifico ha dimostrato che questo steroide è in grado di stimolare la crescita muscolare. Pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry da Ilya Raskin della Rutgers University in New Jersey e reso noto dal magazine britannico New Scientist la ricerca dimostra che negli spinaci esiste uno steroide vegetale in grado di indurre uno sviluppo del 20% in fibre muscolari umane cresciute in provetta. Inoltre il fitosteroide, somministrato a topolini, sembra capace di accrescere la loro forza muscolare. Questa sostanza, dunque, potrebbe davvero rivelarsi utile per aumentare la massa muscolare, ma, avvertono gli scienziati, per vedere i propri muscoli rinforzati occorre mangiarne almeno un chilo ogni giorno. Anche nelle dosi dunque il buon Braccio di ferro ha qualcosa da insegnare: una scatola in un sol boccone mett sicuramente sulla buona strada.
Fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=23779&sez=HOME_SCIENZA
Ho ancora qualche dubbio su chi votare, il 13 e 14 aprile. Ma di sicuro so benissimo per chi NON votare.
Ho scoperto l’interessante blog di un giovane laureato in Medicina e Chrirugia che ha svolto una tesi dal titolo: "Approccio medico alla fenomenologia delle esperienze premorte. Analisi di 20 casi". Nel blog sono raccolti i casi e se ne fornisce un’analisi approfondita condotta secondo un’ottica scientifica. In particolare, si spiega come, in base alle conoscenze attuali, le NDE (Near-Death Experiences) siano nel loro complesso irriducibili a fenomeni allucinativi o fisiologici noti.
Intervista a Mac Danzig, dal sito della PETA.
Cosa ti ha spinto a diventare vegano? Da quanto tempo lo sei?
Ricordo di avere sempre avuto un profondo rispetto ed interesse per la natura e gli animali. Deve essere una cosa che ho nel sangue. Sono cresciuto in povertà, per gli standard americani, e da piccolo mi hanno insegnato a mangiare tutto quello che potevamo permetterci. Una volta, a 13 anni, vidi passare un camion pieno di maiali diretti al mattatoio. Uno di loro incrociò per un attimo il mio sguardo. Fu uno dei momenti più tristi che io ricordi. C’era così tanta intelligenza in lui, tanto spirito, ed eccolo là, condotto ad una morte orribile…
A 20 anni trovai lavoro in una riserva per animali in Pennsylvania chiamata Ooh-Mah-Nee Farm, e fu allora che conobbi per la prima volta dei vegani, e potei rendermi conto di quanto si sentissero forti e di quante sane alternative ai prodotti animali esistessero. Sperimentai la dieta vegana per circa un anno, ma quando cominciai ad allenarmi a tempo pieno per i combattimenti diedi retta a quello che diceva certa gente e ricominciai a mangiare pollo perché pensavo che avessi bisogno di qualche tipo di proteina animale per poter diventare un atleta di successo. Era assurdo perché la mia alimentazione era ancora prevalentemente vegana, ad eccezione del pollo tre volte a settimana. Non mi è mai andato giù. … A volte non riuscivo proprio a mangiarlo, finché, più o meno 2 anni fa, mi è capitato di leggere un articolo di Mike Mahler su un sito dedicato ai diritti degli animali in cui spiegava dettagliatamente il tipo di alimentazione vegana che seguiva durante l'allenamento, e allora dissi: "Ecco, anche io posso farlo!", e decisi di ritornare vegano al 100% e per tutta la vita, e non me ne sono mai pentito. Mi sento alla grande.
Essere vegano ti ha aiutato nella pratica sportiva?
Assolutamente. Da quando sono diventato vegano faccio molta meno fatica a mantenermi nella mia categoria, e non ho perso neanche un grammo di muscolo. Sono più definito che mai, e ho molta più energia di prima.
Tra le varie campagne della PETA ce n'è una con la quale stiamo cercando di spingere la KFC ad imporre ai suoi fornitori di polli una regolamentazione che garantisca il benessere degli animali. Cosa pensi di compagnie come la KFC che rifiutano di adottare anche minimi provvedimenti per ridurre le sofferenze degli animali?
E' solo ignoranza. Semplicemente non se ne preoccupano, perché pensano solo al denaro. Non c'è altro da dire.
Quali sono i tuoi cibi vegani preferiti? E cosa mangi quando sei in fase di allenamento?
Quando non mi alleno mangio i gelati della Soy Delicious e dolcetti al cioccolato vegani. Poi a Los Angeles ci sono degli ottimi ristoranti vegani, come quelli della Native Foods, che fanno delle pizze eccezionali. Quando sono in allenamento mangio un sacco di riso integrale, tofu, avena, e ovviamente tanta frutta e verdura.
Cosa ti spinge a combattere nonostante gli infortuni e i tanti rischi del tuo lavoro?
È una bella domanda! Il fatto è che amo lo sport, gli ho dedicato la vita e quindi devo capire fin dove riesco ad arrivare. Voglio competere con i migliori al mondo, e non sarò soddisfatto finché non ci sarò riuscito.
Come ti vedi da qui a un anno? Sei preoccupato per la decisione della Fuji Network di sospendere le manifestazioni della Japanese Mixed Martial Arts Organization?
Entro un anno spero di riuscire a gareggiare al PRIDE Fighting Championship o al K-1 Heroes. Anche se il PRIDE è stato cancellato dalla Fuji TV, sono sicuro che presto tornerà più forte che mai. Se sono arrivati dove sono arrivati è perché sanno il fatto loro. Ho già ricevuto delle offerte da alcune grosse organizzazioni che però non ho potuto accettare a causa del contratto con la KOTC, ma so che, se sarò paziente, arriverà anche il mio momento e allora saprò farmi valere.
Cosa diresti ai tuoi fans che vorrebbero diventare vegetariani ma non sanno come cominciare?
Vorrei dire loro che è più facile di quanto sembri. … Penso che una delle cose migliori da fare per chi sta cercando di accostarsi al vegetarianesimo sia eliminare tutti i prodotti caseari. Troppe persone infatti smettono di mangiare carne e poi si rimpinzano di formaggi e latticini per compensare. E poi si stupiscono se si sentono peggio di prima. Quindi datemi retta: lasciate perdere i latticini e mangiate molti cereali e molta verdura, così vi renderete conto abbastanza in fretta che non avete bisogno di nessun altro prodotto animale.
Quale messaggio vorresti lanciare ai giovani che si interessano di diritti degli animali?
Se avete davvero a cuore i diritti degli animali e credete nella loro difesa, fate qualcosa di concreto. ... Non importa quale percorso scegliate nella vita o cosa decidiate di fare: voi potete usare la vostra voce per educare gli altri e contribuire alla causa. … Parlate con franchezza delle cose in cui credete e non cercate di cambiare gli altri con la forza. Piuttosto, cogliete l’occasione per educarli quando manifestano curiosità verso i diritti degli animali e il vegetarianesimo. Non tutti là fuori sono cattivi: molti sono semplicemente disinformati e sarebbero pronti a cambiare strada se soltanto li aiutaste a fare questo passo. Ricordate soltanto che la vita è troppo breve per rimandare. Andate là fuori e fate volontariato, visitate il sito della PETA e informatevi sulle campagne in corso. Credo non ci sia nulla di più gratificante che aiutare un animale che ne ha bisogno.